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ALBERTO REVIGLIO

 

 

 

GIARDINO NOTTURNO

 

 

 

a cura di Riccardo Dellaferrera

 

 

08/05/26 - 30/05/2026

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Il progetto Giardino Notturno nasce dal rapporto profondo che l’artista intrattiene con la memoria della casa di vacanza dell’infanzia: uno spazio intimo e originario, in cui il giardino si configura come primo teatro di esperienza e scoperta. È qui che prende forma una precoce percezione del mistero, una sorta di esperienza “metafisica” vissuta attraverso il buio, l’indecifrabile oltre la siepe, e la densità percettiva di ciò che non si lascia immediatamente conoscere.

Il giardino, immerso nella notte, diventa così il luogo in cui ci si confronta con l’ignoto e, al tempo stesso, con se stessi. Questo spazio si trasforma in una luogo simbolico: un ambiente in cui la scoperta della natura coincide con la scoperta del proprio io, in un processo conoscitivo che si alimenta proprio di ciò che sfugge alla visione chiara e distinta.

Nel lavoro di Alberto Reviglio, questa tensione si traduce in un linguaggio pittorico che tende a superare il visibile. Il gesto si fa materia, spesso arricchito da tecniche miste e da un uso sapiente del collage, dando origine a esiti informali in cui tuttavia persiste una traccia figurativa, soprattutto legata alla vita vegetale. È come se, nel buio della tela, emergessero frammenti di natura che tentano di rischiarare il mistero, riflessi di un pensiero nutrito nel tempo da suggestioni letterarie e filosofiche che inevitabilmente ci trasportano nel pensiero romantico saldamente ancorate ai fondamenti dell’ontologia occidentale.

In questa prospettiva, il lavoro di Alberto Reviglio si colloca in dialogo con la tradizione filosofica romantica che ha ripensato radicalmente il rapporto tra uomo, natura e mistero. Lungi dall’essere oggetto di dominio o di piena comprensione razionale, la natura viene intesa come realtà vivente e insondabile con cui l’uomo intrattiene una relazione profonda e originaria. Il mistero non rappresenta un limite da superare, ma una dimensione costitutiva dell’esperienza, capace di aprire a una forma di conoscenza più autentica, intuitiva e partecipe.

Nelle opere in mostra colpisce innanzitutto la qualità cromatica del buio: un buio che non è assenza, ma spazio attivo e vibrante, ancora più vivido e radioso nelle opere ad olio, capace di accendersi di luci innaturali. Questa luminosità inattesa sembra corrispondere all’energia conoscitiva dell’artista, che coinvolge lo spettatore in un’esperienza al contempo sensibile e riflessiva. L’oscurità non viene negata né dominata, ma abitata: diventa il luogo di una relazione più autentica con la natura, fondata non sul controllo, ma sulla cura e sul rispetto.

Il Giardino Notturno si inscrive in questa dimensione: non cerca di rassicurare lo sguardo, ma di condurlo verso una soglia, dove il mistero non è eliminato, bensì accolto come condizione necessaria di ogni autentica relazione con il mondo. In questa prospettiva, anche il mistero e l'angoscia per l'oscurità ad esso intimamente connessa, lungi dall’essere negati, vengono riconosciuti come emozioni fondamentali, inevitabili e persino preziose, perché testimoniano la profondità del nostro legame con la natura e con l’altro.

Le opere di Alberto Reviglio invitano così a sostare nel buio, a riconoscerne la complessità e la ricchezza, e a riscoprire in esso non un limite, ma uno spazio vitale di conoscenza e di reciproco rispetto.

 

Riccardo Dellaferrera, aprile 2026



 

Note biografiche: Alberto Reviglio nasce a Torino il 19 gennaio 1964. Lavora come grafico nell'ambito dell'editoria, dell'architettura, del design e dello spettacolo. Inizia a dipingere nel 1985 e contemporaneamente porta avanti la propria ricerca anche nel campo della fotografia. Ha conseguito la laurea magistrale in Pittura presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.